Il Decreto Legislativo n. 2 del 7 gennaio 2026, entrato in vigore il 24 gennaio 2026, rappresenta la più significativa riforma della gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) in Italia degli ultimi dieci anni. Questa guida analizza punto per punto cosa cambia per le aziende.
📌 In sintesi: Il decreto introduce l'obbligo di sincronizzazione con il RENTRI, alza i target di recupero e richiede per la prima volta la rendicontazione delle materie prime critiche (CRM) recuperate dai RAEE.
Perché il D.Lgs. 2/2026 è importante
Il decreto recepisce le ultime direttive europee in materia di economia circolare e responsabilità estesa del produttore (EPR), introducendo obblighi più stringenti per tutti gli attori della filiera:
- Produttori di AEE
- Distributori
- Aziende detentrici
- Impianti di trattamento
L'obiettivo principale è aumentare i tassi di raccolta e recupero dei RAEE, che in Italia si attestano ancora sotto la media europea, e garantire la piena tracciabilità del rifiuto dal momento della sua generazione fino al trattamento finale.
Le principali novità
1. Integrazione obbligatoria con il RENTRI
Tutte le operazioni di movimentazione RAEE devono essere registrate sul Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI). Il FIR cartaceo è progressivamente sostituito dal formulario digitale, con sincronizzazione obbligatoria entro 24 ore dalla movimentazione.
2. Responsabilità estesa del produttore rafforzata
I produttori di AEE devono garantire il finanziamento dell'intera catena di gestione del fine vita dei propri prodotti. I Consorzi EPR (PRO) sono tenuti a fornire report trimestrali dettagliati su:
- Tassi di raccolta per categoria
- Composizione dei RAEE trattati
- Quantità di materie prime secondarie recuperate
3. Nuovi target di recupero materiali
Il decreto alza i target minimi di recupero per categoria:
| Categoria | Target recupero |
|---|---|
| R1 – Freddo e clima | 85% |
| R2 – Grandi bianchi | 82% |
| R3 – TV e monitor | 78% |
| R4 – PED, IT | 78% |
| R5 – Sorgenti luminose | 80% |
4. Tracciabilità delle materie prime critiche
Per la prima volta, il decreto richiede la rendicontazione specifica delle materie prime critiche (CRM) recuperate dal trattamento RAEE: terre rare, cobalto, litio, rame e altri materiali strategici per l'industria europea.
Scadenze chiave
- 24 gennaio 2026 — Entrata in vigore del decreto
- 30 giugno 2026 — Termine per l'adeguamento dei sistemi IT alla sincronizzazione RENTRI
- 31 dicembre 2026 — Primo reporting trimestrale CRM obbligatorio per gli impianti
- 1 gennaio 2027 — Il FIR digitale diventa l'unico formato accettato
Come adeguarsi con CIRCUIT
CIRCUIT è progettato nativamente per il D.Lgs. 2/2026. La piattaforma:
- Genera automaticamente FIR digitali sincronizzati con il RENTRI
- Traccia il peso e la composizione dei RAEE lungo tutta la filiera
- Produce i report obbligatori sulle materie prime critiche recuperate
- Offre un punto di accesso unico per richiedere ritiri, monitorare ogni movimentazione e archiviare la documentazione
Sanzioni
⚠️ Attenzione: Il mancato adeguamento comporta sanzioni amministrative da €2.600 a €26.000 per violazioni sulla tracciabilità, e da €15.500 a €93.000 per gestione illecita di rifiuti. Per le violazioni più gravi sono previste anche responsabilità penali.
Conclusioni
Il D.Lgs. 2/2026 non è un semplice aggiornamento burocratico: è un cambio di paradigma nella gestione dei RAEE in Italia. Le aziende che si adeguano rapidamente non solo evitano sanzioni, ma possono trasformare un costo (lo smaltimento) in un'opportunità di recupero di valore attraverso le materie prime secondarie.
Le imprese che iniziano oggi la transizione digitale avranno un vantaggio competitivo significativo quando il FIR cartaceo verrà definitivamente eliminato nel 2027.
